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domenica 27 luglio 2008

Lenny Kravitz in concerto



Settimana scorsa siamo andati al concerto di quel concentrato sessuale di Lenny Kravitz.
Fantastico il concerto, orgasmico lui.
Uno dei pochi uomini pienamente consapevoli dell'aura di erotismo che lo circonda.

sabato 14 giugno 2008

Parole d'amore

Franco Battiato
Last Summer Dance (Disc 1) (2003)
La Cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te

venerdì 2 maggio 2008

Glam rock alle Scimmie 2

So di aver fatto tutta una filippica su Morgan e poi ho parlato di tutt'altro, per questo ci sono le seconde puntate, perchè si è andati lunghi sul prologo.
Ma ricominciamo da dove avevo lasciato.
Finalmente dopo estenuanti ore passate ad aspettare e a farci digito pressare siamo dentro.
Il locale appare già gremito, per quanto piccolo davanti non si riescono a vedere che una serie interminabile di teste l'una accanto all'altra come fossero nere sagome di cartone.
Io e Diego ci guardiamo e all'unisono "io devo bere".
Benissimo!
Ora non resta che fare la fila per le consumazioni.
Decido di prendere la situazione in mano, che significa avere i biglietti per le consumazioni nella mia mano e vado verso il bancone, mi infilo in un pertugio ed in una frazione di secondo tra me e l'agognata birra non c'è che un inanimato appiccicoso pezzo di legno.
Sfodero un sguardo complice alla barista incorniciato da un sorriso rilassato come a dire "capisco che tu ne hai già le palle piene e la serata non è ancora praticamente cominciata, per cui vorrei da bere, ma te lo chiedo come se fosse un favore e non un tuo dovere".
La tizia coglie lo sguardo e con gentilezza mi risponde "arrivo tra un momento".
Cinque minuti dopo sorseggiavo la mia birra media e Diego la sua Coca-Cola.
Dopo poco comincia a suonare un gruppo terribile annunciato e presentato da Morgan.
Mi sale l'angoscia "E noi abbiamo fatto tutta questa fatica per sentire Morgan che dice due cazzate e questi che ammazzano note testi e tutto quanto concerne l'emisfero musicale?"
No cazzo no.
Fanno una versione di Heros di Bowie che fa rabbrividire.
Mi piacerebbe andare da Morgan distante da me pochi metri e centinaia di corpi per chiedergli "Emanuele ha fatto una versione alla Bono che non ti ha dato niente, e questi oltre a delle pugnalate che cosa ti hanno dato?".
Ma resto a presidiare la mia postazione guadagnata con tanta fatica.
Mentre penso tutto questo il fantastico gruppo sul palco dopo poche canzoni ha un indice di gradimento talmente basso che decide di battere in ritirata.
E finalmente sul palco sale lui.
Suona la pianola a fiato, poi il sintetizzatore, poi canta, poi suona la pianola, poi canta, poi suona la chitarra, canta di nuovo.
Uno spettacolo straordinario.
Suona molto bene tutti gli strumenti e canta altrettanto bene, sa dove può arrivare, sa quali sono i suoi limiti e soprattutto sa quello che vuole trasmettere attraverso la musica.
Non parla non dice cazzate, suona e canta e basta.
Questo è il suo modo di comunicare.
Il suo fare il brillante ad XFactor non è un atteggiamento sa di cosa sta parlando e anche molto bene.
Sono felice, entusiasta.
L'apice lo raggiunge cantando Let's Dance di David Bowie, in un'interpretazione straordinaria, molto aderente all'originale, ma in puro Morgan's style.
Una bella serata per cui è valsa la pena fare tutta quella fatica per entrare, anche se lo reputo comunque un'assurdo frutto di una gestione a cazzo.
Purtroppo sono le 2.00 è ora di andare a casa, anche se il locale è ancora gremito, anche se sul palco c'è ancora lui, anche se continuo a sentire solo buona musica, il mio corpo mi implora di tornare a casa ed io obbedisco.
Fine della serata mondana di una non troppo mondana.

giovedì 1 maggio 2008

Glam rock alle Scimmie

Ieri io e Diego ci siamo recati ad un evento mondano, senza essere notoriamente dei mondani.
Alle Scimmie, rinomato locale milanese, c'era una serata di glam rock a cui partecipava anche Morgan, mia passione già in tempi non sospetti, prima di approdare alla prima serata di Rai2 con il programma XFactor.
L'ultima volta che l'ho visto in concerto era il lontano non mi ricordo più quando, ero al secondo anni di università e lui era ancora il front man dei Bluvertigo.
L'occasione era ghiotta!
Come non andare a controllare che la rinnovata fama non gli avesse dato alla testa, facendolo diventare uno dei tanti idioti televisivi.
Lo spettacolo era previsto per le 22.00, alle 21.20 siamo davanti al locale sapendo che non è particolarmente grande.
Dato il numero di persone presenti la possibilità di entrare e di riuscire a godersi lo spettacolo è concreta.
Davanti al locale albergano già una cinquantina di persone di varie età, generi e tipi.
Mi piace l'idea di essere finita in mezzo ad un’umanità variegata e non in una bolgia di ragazzine urlanti o peggio di ex fans urlanti (trenta/quarantenni che credono che una buona dose di trucco non lasci trasparire il passare del tempo).
Si fanno le 22.00, le persone sono diventate 150 e le porte non si aprono.
Si fanno le 22.30 e le persone sono diventate 200/250 e le porte non si aprono.
Si fanno le 23.00 e finalmente le porte si aprono.
Neanche fossimo ad un concerto dei Rolling Stones la folla già particolarmente accalcata, preme l'una contro l'altra verso quello spiraglio denominato porta, presidiata da un tizio di colore grosso come l'attore del Miglio Verde e con la stessa faccia bonaria, ma integerrimo che fa entrare a cinque alla volta.
La distanza tra noi e l’entrata è di 1 metro e 1/2, più tre scalini (è in queste occasioni che si capisce in concreto che cosa sia la legge della relatività delle distanze).
Finalmente dopo tre quarti d'ora di presso terapia, sauna e gomito massaggio sono davanti alla porta.
La speranza di avercela fatta si infrange quando da dentro giunge la voce che non entrerà più nessuno.
Cazzo tanta fatica per niente.
Poi il proprietario annuncia che possono entrare ancora 20 persone.
Ce l’ho fatta, poi mi giro e mi rendo conto che ho perso di vista il mio accompagnatore.
Il buttafuori mi guarda e mi dice "Tu con chi sei?", mi volto e vedo spuntare 3 dita dalla folla "con quello lì" rispondo indicando le dita. Mi guarda male e replica "Non vi potevate tenere per mano?" ed io "Ci abbiamo provato, ma è stato impossibile" di fronte a tanta disarmante sincerità, mi fa entrare e ripesca non so come Diego dalle retrovie.